martedì 1 novembre 2011

SingolarMente

Oggi è un anno esatto che vivo da single, e sono quattro mesi che vivo in questo appartamento. La mia bella casa ha già subito l'incuria del nuovo proprietario, che ha lasciato seccare molte piante del giardino, non sapendo gestire questo autunno secco ed anomalo.

Oggi c'è un sole malato, non è il giorno dei santi classico. Non c'è assolutamente freddo (ho le finestre aperte) e la musica che mi scorre dentro. Sabato scorso mi sono lasciato andare agli acquisti compulsivi, e ho colmato alcune falle discografiche che derivavano dalla divisione dei CD. In questo momento scorre il primo concerto di Brahms, una delle opere che adoro, nelle sue infinite sfaccettature, nel lirismo a tratti sconfinato. Un'opera che non sono mai riuscito ad ascoltare dal vivo con la stessa emozione che mi regala Gilels in questa esecuzione capolavoro, quei miracoli che accadono una sola volta.

Una sola volta. La mia vita è spesso stata una tensione al perpetuare dei miracoli. Cercare l'impossibile, il meglio, l'emozione pura. Qualcuno mi diceva che davo l'impressione di disinteressarmi, subito dopo un istante magico, di essere già oltre nella velocità dei miei processi mentali ed emotivi. Invece spesso è la tensione a perpetuare l'emozione, a scomporla, ad analizzarla per intuirne la magia, il segreto, e comunicarlo felice a chi mi sta vicino, spesso non accorgendomi di parlare una lingua comprensibile forse solo a me, o che la mia scoperta non interessa per nulla.

Ritrovare la stessa vecchia registrazione mi ha ridato l'emozione che avevo provato la prima volta che l'ho sentita. Diversa, forse più intensa, forse più profonda. Forse il segno che i miracoli non accadono una sola volta, ma che bisogna cercarli. Che non esistono miracoli, ma ricerca, ma apertura di cuore e di mente. DolceMente.


10 commenti:

the pellons' ha detto...
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Ilmondoatestaingiù ha detto...
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Anonimo ha detto...

Innanzitutto grazie per avermi portato alla mente Brahms e soprattutto questo concerto,ascoltato dal vivo tanto tempo fa e,accantonato forse per non rivivere quell'emozione mai più trovata su nessun cd.Difficile amare Brahms per la sua complessità e profondità che non permette nessuna deviazione di tipo leggero o superficiale.Ma io lo amo.Credo che,i baricentri della sua produzione compositiva siano soprattutto la musica da camera e il lied.Lì c'è la perfezione.Lì cesella con minuzia l'insieme su percorsi di una rete sottile di concatenamenti motivici che agiscono sulla sostanza musicale soprattutto come solvente ritmico che,aderendo al senso poetico pur nella complessità delle molteplici varianti le concentra al suo valore unitario.Senza indulgere per nessun abbellimento o giochi d'effetto.Brahms cercò sempre i valori etici e spirituali più alti.Quindi non facile entrare nella sfera del sentimento misterico,ideale e altissimo che lo ispirò.Ci si può trovare al cospetto di un "Assoluto" e questo può intimidire o smarrire per quella forza potente e austera che,portando alla fonte originaria anche la trascende.
Ho un'edizione suonata da Sofronitzky.Straordinaria.Lì Brahms è con lui.Nel lampo di lancinante intensità che rivela la frattura tra l'uomo e il mondo ma anche l'inizio di un nuovo.
E' vero che i cd permettono d'emozionarsi più e più volte,ma l'esecuzione dal "vivo" sarà sempre un'unica irripetibile emozione.E qua mi fermo per ascoltarmi ancora Gilels,DolceMente godendomelo.
Bianca 2007

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@bianca: non conosco l'edizione di cui parli. La cercherò.

Il primo concerto l'ho sentito dal vivo diverse volte. Purtroppo non sono mai incappato nell'interprete giusto in serata giusta. C'è sempre quel quid che trasforma una buona esecuzione in qualcosa di indimenticabile.

the pellons' ha detto...
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Ilmondoatestaingiù ha detto...
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the pellons' ha detto...
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Ilmondoatestaingiù ha detto...
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luciebasta ha detto...

Forse il segno che i miracoli non accadono una sola volta, ma che bisogna cercarli

Stupirsi della normalità, emozionarsi per la semplicità: la definizione di miracolo mi sembra così soggettiva, tanto personale l'atteggiamento verso la meraviglia, sono arrivata alla conclusione che è una nostra scelta farsi travolgere dal bello e trovarlo anche dove si nasconde.

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@lucia: si, anche questo è vero. Le emozioni risiedono anche nelle piccole cose, nel lasciarsi andare alla meraviglia del giorno.

Ci sono grandi eventi, e piccole cose. Io chiamo miracoli i primi, e gioie i secondi. Ma è una questione di nomenclatura. La sostanza è quella che abbiamo espresso entrambi: essere aperti ad ascoltare il bello, senza frapporre muri od ostacoli.