mercoledì 30 novembre 2011

La decisione sulla propria fine

E' un post complicato quello di oggi. Prende spunto dal suicidio assistito di Lucio Magri, avvenuto ieri. Non si è trattata di eutanasia, no. Magri non era malato grave, non aveva una menomazione devastante. Semplicemente non voleva più vivere, non aveva più senso per lui la vita dopo la morte della sua compagna.
Molte persone risolvono queste situazioni con il suicidio. Che si tratti di farmaci, di armi, di cadute, comunque sia è la morte cercata. Magri l'ha cercata, con l'aiuto di un medico.

Non so se sia giusto coinvolgere un'altra persona in una scelta nella quale si ha il controllo completo. Sono tuttavia convinto che questa strada sia desiderabile nel momento in cui non si possa più procurarsi fisicamente la morte da soli, e tuttavia la si desideri. Penso ai casi Welby, a Coscioni, ma penso pure ai casi nei quali la vita è ridotta allo stato vegetativo.

Ho sempre detto alle donne con le quali ho avuto una storia d'amore che, nel caso mi trovassi in una condizioni di vita non corrispondente a ciò che sono, di aiutarmi a recuperare la dignità che mi compete. Una prova d'amore. Probabilmente durissima.

Io credo che ognuno abbia il diritto di decidere per se stesso. Nessuna scelta morale o religiosa altrui può valicare la libertà individuale di decidere - non sotto la spinta dell'emozione, ma dopo una riflessione ben meditata - della propria fine. E, in questo caso, di raggiungerla nel modo più sereno possibile.


13 commenti:

the pellons' ha detto...
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biancamirka@gmail.com ha detto...

Conosco
Lucio Magri sin dalla fondazione del Manifesto (giornale) restandogli nel cuore AMICA anche con discussioni divergenti piuttosto calde sempre appassionatamente sincere e lucide pur nella reciproca diversificazione.Aveva il terrore della decadenza fisica e s picologica ( e purtroppo questo mi accomuna a lui.Ne capsco profondamente le motivazioni anche se avrei "personalmente" cercato di cavarmela da sola pur con qualche dubbiosità.Ti abbraccio,Lucio nel ricordi dei tuoi azzurrissimi occhi che davano fuoco a un mondo che più non sentivi degno neppure per un'ultima scintilla caduta per naturale forza gravitazionale.Ovunque e come sempre.Mirka

Ilmondoatestaingiù ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ilmondoatestaingiù ha detto...

@Mirka: un abbraccio...

Anonimo ha detto...

una vita spesa nella ricerca della libertà si conclude con un gesto di affermazione estrema di questo concetto. livertà dalla vita stessa.

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@anonimo: più che dalla vita, direi, nell'affermazione della libertà di poter scegliere la vita.

Grazie, anonimo.

Anonimo ha detto...

prego.

luciebasta ha detto...

Bello il post, l'argomento è molto difficile; sono fortemente combattuta tra il pensare a quanto sia insopportabile la decadenza, al poter avere libero arbitrio sulla morte e allo strazio di coinvolgere qualcuno di amato. Forse il suicidio è un atto eroico, ma più probabilmente è egoistico. Non sono in grado di affrontare l'argomento, credo.

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@luci: eppure ognuno deve essere in grado di affrontare questo argomento, perché nessuno di noi è al riparo dell'eventualità di incapparvi.

E' un argomento difficile, duro, complicato. Si ha a che fare con tabu, con la religione, con le consuetudini, con la violenza di chi vuole venire ad importi la sua morale su temi personali.

Non ho risposte valide per gli altri. Ho le mie, forse. Quello che volevo è portare ad una riflessione su temi di cui troppo spesso si evita di parlare.

lala ha detto...

In questa Donna, trovo tutte le risposte

Alda Merini:
Chi ha paura della morte
si offenda.
La morte è una riviera musicale,
il seno curvo della donna amata.

Non c'è spazio
tra l'uomo e la sua morte.
Soltanto il batticuore di un nemico
che ride al suo passaggio.

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@lala: eros e thanatos. Ma la Merini dice una cosa importante: noi siamo anche la nostra morte.
Con tutto quello che ne consegue

lala ha detto...

Si e lei è ferrata sulla materia... ha pasteggiato più lei con la morte che io con la nutella...

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@lala: non potrei dir lo stesso: forse sono l'unico esemplare umano a cui la nutella non piace granché :D