lunedì 28 gennaio 2013

I-TIGI

E' passata la memoria, con il compleanno di mio padre. I suoi 84 anni, oramai, sono un regalo ad ogni orbita. Mi fa specie questo uomo oramai fragile, con il suo umorismo che non fa ridere nessuno, che tanti anni fa mi incuteva rispetto, poi rabbia adolescenziale, poi competizione, poi delusione per la scoperta che era un uomo e non stava più sul piedistallo dove, in fondo, mi sarebbe piaciuto che potesse restare per una vita.

Il piedistallo che ha sempre ostinatamente cercato, anche ora, volendo sempre mostrarmi che lui è più bravo, fosse anche solo nel far la polenta (facile, non mi riesce...). E mentre da giovane questo mi portava a reagire, a fare la parte del giovane leone che spodesta il vecchio re, ora questo suo comportamento mi fa sorridere con malinconia. A volte li invidio, i miei vecchi, ancora insieme a bisticciare dopo 56 anni. Le stesse cose di ogni giorno, le stesse abitudini, le stesse parole, eppure ancora li.

Torno a casa, e trovo la mia gatta, nel silenzio della musica che riempie la stanza. Ripenso al supermercato, poche ore prima. Ad una voce che conosco, al bancone della salumeria. Un saluto di circostanza, nemmeno un "come va?". E' un mondo difficile, è proprio vero.

E leggo le notizie. La strage di Ustica fu causata da un missile, sentenzia la cassazione nel processo civile. Peccato che in quello penale, pochi anni fa, finì tutto in un nulla di fatto. Anche l'ultimo atto di questa storia, una presa in giro. E ripenso ad allora. Il 1980, quell'estate la. Tutto doveva ancora cominciare. Era il mio primo anno di università, i primi di agosto la bomba a Bologna. Poche settimane prima, I-TIGI finiva in mare. Non si erano ancora recuperate le salme, ricordo, e già il tg parlava di guasto strutturale. Il mio compagno di liceo, che aveva deciso di fare il pilota, giurava che nell'ambiente quell'aereo li avesse una pessima nomea. E i telegiornali di allora cercarono di non spiegare come un MIG libico, tre settimane più tardi, fosse stato fatto ritrovare sulla Sila. Dissero che il pilota era fuggito dalla Libia, ma che era caduto per la fine del carburante. Peccato che il cadavere fosse in decomposizione da settimane, evidentemente si trattava di un abilissimo pilota anche da morto.

I trenta e rotti anni che seguirono furono costellati di ogni genere di operazione di insabbiamento della verità. Vennero recuperati i pezzi dell'aereo, ora esposti in un museo a Bologna, mosaico terribile che anche un bambino capisce essere opera di un'esplosione. I tracciati radar spariti, manomessi, cancellati. Strani suicidi dei militari nei posti chiave della sorveglianza di quella notte. Gli americani che si rifiutano, ancora oggi, di dare i tracciati dei radar della portaerei che incrociava nel golfo di Napoli, e che di sicuro ha visto alzare in volo qualche intercettore visto il casino che c'era quella notte sul Tirreno. I pochi tracciati ritrovati mostrano un attacco da manuale di un caccia in volo supersonico al povero I-TIGI. Caccia che appare sulla Corsica, e che non si capisce dove vada a finire. Due piloti italiani, partono a manetta sui loro F-104, ma arrivano tardi. Anni dopo moriranno insieme in un terribile incidente durante una manifestazione aerea con le frecce tricolori.

Mi capitò di finire in torre di controllo a Linate, una visita. I controllori erano appena stati trasformati da militari a civili, e quindi erano tutti degli ex avieri. Chiacchierando, mi fecero capire senza tante cerimonie che, nel "settore", tutti sapevano. Già. Tutti, ma non chi cercava la verità, visto che fu nascosta, sotterrata, insabbiata.

Cosa c'entrano queste due storie? C'entrano, come c'entra tutta la mia vita. Nell'80 ero un giovane con tanti sogni, tanti desideri, una vita da costruire. Ora mi giro e vedo i miei anni, i venti, i trenta, i quaranta. Ed è come se ora fossi tornato ad allora, a cercare di costruire una vita. Ma non ho lo sguardo stupito di allora, nel vedere ciò che è successo. All'I-TIGI, e a me.




11 commenti:

raffaella ha detto...

Ricordo bene quando accadde. Avevo dieci anni, ma mia madre sosteneva la verità. Ricordo che, amici dalla parte politica opposta ed ottusi come larve le dicevano sempre che leggeva troppo che viaggiava con la fantasia e doveva vedere meno storie di spionaggio e dei servizi segreti. Poveri ottusi, bah. Ricordo la strage di piazza Bologna e l'aria che si respirava allora. E lei che diceva sempre: se non avessi voi...sarei nelle piazze. Forse mi viene da lì un forte disagio nei confronti dell'irrisolto e della sporcizia istituzionale. Trovo questo post, bellissimo. Struggente e amaro, lucido. Ma anche se lo sguardo non è più quello di un ventenne e la consapevolezza è quella di una persona che ha costruito ma ha dovuto anche de-costruire per farsi nuovo, leggo, comunque,la voglia di guardare oltre. E forse, è questo che ci salva.
Raffaella

Bianca2007 ha detto...

Ecco a che cosa dovrebbe servire l'utilità della memoria lucida scavata fedele.Una pietra d'anagolo o una colonna portante per guardare a un nuovo fatto anche del vecchio.
Tuo padre! Così diverso,credo,da te,ma entrambi grandi.Almeno è ciò che intuisco.
Mirka

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@raffaella: si, speriamo che sia questo a salvarci..

@mirka: si, molto diversi, per fortuna, e uguali sotto alcuni aspetti (ma io ho conservato i capelli, ecco.. :))

sed ha detto...

Avrei da dire un sacco di cose in proposito... mmm... soprattutto sulle questioni paterne... ma al momento mi sono distratta su una questione:"nel silenzio della musica che riempie la stanza"
.. la tua gatta ascolta musica quando non ci sei?

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@sed: bello, eh, il silenzio della musica? E poi, cosa riempie la stanza? La musica o il silenzio?

Comunque la mia gatta predilige Bollani, è acclarato :)

Pellegrina ha detto...

Una delle tante storie su cui leggevo ogni cosa possibile, ovviamente tra gli scherni di "complottista" dei benpensanti - o peggio.

minnelisapolis ha detto...

popolo bue.

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@pellegrina, minnie: si, il termine complottista è molto utile per demonizzare, per evitare di ragionare su di un argomento.

Era complottista chi parlava di scenario di guerra (ed ora la giustizia conferma che ci fu quella notte qualcosa di cui manca solo la conferma ufficiale). E' complottista chi dice che il racconto ufficiale dell'11 settembre fa acqua da tutte le parti (mica dettagli, ma cose così macroscopiche che non possono non saltare agli occhi di chi vuol vedere).

Ma capisco chi lo dice. E' triste svegliarsi una mattina e scoprire di non essere più alice nel paese delle meraviglie....

Anonimo ha detto...

amare constatazioni, sulla storia di tutti e anche su quella personale. allora non sono la sola che si guarda indietro con circospezione ogni volta che salta fuori una vecchia data?
E' successo anche giorni fa, riordinando l'archivio. 1992-2000-ecc. Più che leggerle le ascoltavo, date che mi interrogavano: "e tu, cosa facevi allora, chi eri?"
E io mi ricordo tutto, sono brava a rispondere come i campioni di Rischiatutto(a proposito di cose passate)!
Ma sono molto meno brava a capire se il mio percorso è stato in salita, in discesa o, peggio ancora, calma piatta, un elettrocardiogramma non abbastanza movimentato per rappresentare la vita vera. E sento odore di rimpianti, che brutta parola! Sarà che oggi ho mal di schiena e vedo tutto nero anche col sole e cielo azzurro?
LA LUNA NERA

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@luna nera: è normale guardarsi indietro, non fosse altro per cercare di capire cosa cambiare.

A volte non si capisce, e sono questi i momenti nei quali si guarda con sguardo stranito. Come, appunto, con l'I-TIGI....

Adrian Zunino ha detto...

Una storia che mi ha da sempre appassionato , per via della mia grande passione per il volo e le numerose ore di volo che ho potuto fare da copilota .
...domani, 34 anni dal quel giorno ... Ricordiamo le vittime, dedichiamo loro un pensiero, un minuto di silenzio ... ma ricordiamo anche gli ufficiali militari, i politici , i governi che hanno partecipato ad insabbiare questa storia per 30 anni !!!