lunedì 30 luglio 2012

Fette biscottate

Ci sono cose che denotano i differenti approcci alla vita. Una di queste è il modo con il quale si aprono le confezioni degli alimenti. La mia ex-moglie semplicemente sbragava la confezione, assolutamente incurante di come fosse fatta. La distruggeva. Era poi problema mio cercare di conservare ciò che rimaneva, se non si consumava tutto.

Il mio approccio invece è diametralmente opposto. Visto che qualcuno è stato pagato, ci ha pensato, ci ha lavorato sopra, mi par giusto provare ad usare il suo lavoro che dovrebbe essere stato fatto a mio vantaggio.
Stamane ho aperto una confezione di fette biscottate. So che dietro a queste confezioni c'è un mondo di studi, anche parecchio complessi, per far si che la tua fetta biscottata arrivi integra alla tua colazione, e non frantumata in tanti piccoli pezzi che poi - ebbene si - mi tocca ricomporre in un puzzle alimentare per poterla imburrare come si deve.
Insomma, prendo il pacco delle fette. Come prima cosa mi rendo conto che senza occhiali non sono in grado di vedere nemmeno lontanamente da che parte è stato previsto che si entri nello scrigno. Cerco gli occhiali, e provo. C'è una scritta: apertura facilitata, solleva qui. Ma non trovo nulla da sollevare. Guardo attorno alla freccia. Nulla. Poi mi accorgo di un intaglio nella confezione. Ma non c'è nulla da sollevare. Dopo aver rigirato per bene in mano la confezione mi decido. Caccio dentro un dito, e sbrago la confezione. Ecco, era così che si doveva fare, ma la dicitura è sbagliata. Non solleva qui, ma straccia tutto a partir da qui, anzi, infila il tuo dito e sbraga con voluttà. Questa dovrebbe essere la spiegazione, in quattordici lingue, compreso il sanscrito.

Stracciato il velo del tempio, compaiono due confezioni di fette. Richiudibile, sta scritto. Figo, ma per richiuderle bisogna aprirle almeno una volta. Come cazzo si fa per non disintegrare tutto? C'è disegnata una linguetta, ma ci vorrebbe un'unghia bella lunga per poter far leva... Guardo, sulla confezione non c'è scritto che sono richieste french extensions per aprirla, e non ho intenzione di farmi crescere quella finissima unghietta lunga sul mignolo, non per poter ravanare meglio nei pertugi, ma per aprire le fette biscottate....
Afferro un coltello affilato come un bisturi, e con attenzione sollevo la linguetta (qui che bisogna sollevare, non c'è scritto solleva... mah...). Leggo che bisogna togliere la protezione per richiudere. Protezione? Di che? Da cosa?
Con uno sforzo vedo un ovale incollato sul retro. Perfetto nelle proporzioni, ripete lo stilema della famosa azienda. Solo guardando la sua forma sai che lo fanno loro. Non c'è bisogno di dir altro. Apro, meglio, scappotto la confezione. Effettivamente le mie fette sono li, belle intere. Le depongo a rombo sul tavolo, quattro, prendo il burro e con attenzione le ricopro. Crack. Merda, una si è fratturata. Nella confezione le puoi prendere a calci, farle cadere dall'ottavo piano, e non succede nulla. Ma se le imburri, crack! Odio la fetta che si rompe da sola. Operazione incollatura. Un po' di burro negli interstizi è sufficiente a ridare una forma accettabile, ma la fetta sarà instabile quando la metterò in bocca, e frammenti cadranno, ovviamente dalla parte imburrata....

Richiudo la confezione. Una fierezza mi avvolge: funziona tutto. Ci ho messo un quarto d'ora ad aprire la confezione, ma tutto funziona come l'aveva progettato quel disgraziato che mi ha fatto far tardi anche stamattina!


26 commenti:

LaNinin ha detto...

Io sono una maniaca dell'apertura delle confezioni. A casa dei miei le aperture erano strappi laceranti ai sacchetti,alle scatole, ecc., con il risultato che la pasta usciva dai sacchetti, le patatine venivano frantumate, la farina era talco nell'armadietto. Ora taglio le confezioni con la forbice, per richiudere uso mollette o scotch di carta e tutto è a posto e ordinato.
Direi che è una delle poche ossessioni per l'ordine che mi ha trasmesso mia suocera!
Per le fette biscottate, ora quasi tutte hanno lo stesso sistema, che però, visto la prima volta, è parecchio cervellotico!

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@ninin: in effetti da poco mi son convertito alle fette biscottate. Ad ogni ritorno dalle vacanze la mia colazione subisce un periodo di miglioramento, seguito subito dopo da un peggioramento qualitativo verticale...

Mi scappava da ridere stamane intanto che litigavo con il pacco, ecco! :)

Comunque a me danno fastidio le confezioni sbragate. Ora che sono single posso ricomprare la pasta in busta, che prima era off limits perché altrimenti mia moglie la sparpagliava allegramente per tutta la cucina (le rare volte che cucinava!)

sed ha detto...

Ingegneri....

Lala ha detto...

due considerazioni:
1. alla fine faceva bene tua moglie a sbragare

2. ma sei già così fottutamente ing. di prima mattina?? incolli le fette biscottate!!!! ma butta giù e non rompere che dopo un nanosecondo hai una palla di bolo nello stomaco! mamma mia!!!!! In cantiere devi andare altro che!!! :D

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@sed: so cosa intendi con il plurale :)

@lala: no, non si sbraga. Poi le fette biscottate in giro per il mobiletto, e soprattutto le pidocchiose briciole. Nun se po' vedè!

Certo che le incollo! Sennò come si fa a distribuire uniformemente la marmellata sopra al burro? ;)
E poi vuoi mettere il piacere del crock in bocca? Eh?!

Lala ha detto...

ti assicuro... ci sono piaceri in bocca anche senza il crok :D (sorry me l'hai servita)

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@lala: anche perché in alcuni casi il crock è proprio fuori luogo :D

ma non con le fette biscottate ;)

Anonimo ha detto...

Il burro no.

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@ano: pochissimo, un velo.

PdC ha detto...

Premesso che a me che son di un'altra era il burro fa sempre venire in mente l'Ultimo Tango a Parigi...
Archiviato il momento hard-amarcord, concordo sulla modalità di apertura delle confezioni, e sulla frustrazione da fetta biscottata frantumata.
Però io che sono precisina, inmarmellato anche i francobolli di fetta biscottata e me li gusto uno a uno. Gmam!

thepellons ha detto...
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minnelisapolis ha detto...

gallette di riso no?
io rompo e sbrago, ma forse era intuibile.

Ilmondoatestaingiù ha detto...
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thepellons ha detto...
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Ilmondoatestaingiù ha detto...
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Lala ha detto...

no no tranquillo... dai noia anche a noi :) hihihhi tvttttb :D

minnelisapolis ha detto...

la pasticceria di fronte casa, quella dell'assalto domenicale milanese, fa delle mattonelle di ciocorì. una roba da urlo.

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@minnie: urca! Son tornato bimbo di colpo!!!

PdC ha detto...

Ovvio che me lo ricordo il Ciocorì, vorrei puntualizzare che nella mia infanzia al posto di Sky c'erano Rai1 Rai2 e KoperCapodistria.....

Ale ha detto...

Ohì, il ciocorì c'era anche ai miei tempi... fregavo i soldi a mio nonno per comprarmelo insieme alla coppa malù! Comunque le gallette di riso fanno schifo... detto da una che è costretta a mangiarle quasi sempre al posto del pane...

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@pdc: pischerla! Nella mia infanzia c'era primo e secondo, e le trasmissioni cominciavano alle 5 del pomeriggio con la tv dei ragazzi... :)

Va da sé che a mezzanotte la baracca chiudeva, anzi, nel 73, con l'austerity, per un po' si chiudeva alle 23...

con questa sigla...

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@ale: ti stupirò. Il ciocorì c'è ancora :)
Eccolo!

Ale ha detto...

Eh, peccato che ora me lo posso solo sognare... ^_^

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@ale: una sofferenza sognare il ciocorì e non poterlo mangiare..

Vabbè, supplisci con una galletta di riso pensando (solo pensando) che ci sia pure cioccolato sopra :)

Ale ha detto...

Tu sei sadico! Io al massimo me lo mangio e poi sto male ;P

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@ale: eh, che scuse ci si inventa per non mangiare le gallette di riso, eh? :P