mercoledì 11 luglio 2012

Che costume indosso oggi?

La spiaggia bianca. Il mare turchese. Sei li, nella libertà della natura. Il vento, lo sciabordio del mare. Il sole che ti scalda le ossa e la pelle. Tutta.

Ogni giorno succede diverse volte. Li riconosci da lontano. Coppia sui trent'anni. Si avvicinano, inizialmente con il passo sicuro di chi sta cercando il posto più bello dove mettersi. Poi improvvisamente rallentano. Guardano. Scruti le loro espressioni. Ti rendi conto che non sanno che fare. Andare avanti? Fermarsi? E se ci si ferma, che si fa?

Già, perché in spiaggia sono quasi tutti nudi. E loro non sono preparati a questo. Vedi la loro perplessità, e a questo punto, si aprono le diverse possibilità:
- Lui sorride a lei, incoraggiandola. La decisione può richiedere tempo, e talvolta la coppia attraversa la spiaggia, lui getta qualche occhiata dispiaciuta in giro, e vanno oltre
- Lei sorride a lui: la scelta non si discute. Lei parte sicura come per la conquista del polo, lui segue rassegnato come un animale condotto al macello
- Scuotono la testa, e passano sdegnati. Li riconosci perché guardano un non meglio precisato punto all'orizzonte, stando ben attenti che nemmeno per un secondo gli occhi, birichini, puntino sul corpo di uno qualunque dei bagnanti ignari della loro riprovazione...
- Li vedi che parlottano un po', si lanciano un sorriso di complicità, e si avvicinano.

Se è stato lui a convincere lei la scena seguente scorre più o meno così: lui punta il primo posto disponibile dove fermarsi, ma questo non piace a lei. Per una decina di minuti è un susseguirsi di "qui?" "no, li non va bene, il sole potrebbe oscurarsi dietro quel cespuglio rinsecchito", oppure "no, li si è troppo vicini a quella famiglia, mi da fastidio". Alla fine, dopo aver percorso la baia un paio di volte, lei si arrende e sceglie finalmente un posto dove stendere il telo. Di solito quello che era stato indicato per primo...
Lui depone con gesto plastico lo zaino, e fa per togliersi la maglietta, ma lei lo riprende subito, e pretende che prima lui pianti l'ombrellone e l'aiuti a stendere il telo. Il rito è quasi religioso: si spiana ogni singola piega, ogni granello di sabbia viene tolto con accanimento feroce. Lui gronda sotto gli abiti, lei controlla con polso fermo le operazioni. Alla fine lui è completamente sciolto, la maglietta pezzata di sudore, lei è fresca, quasi gelata sotto il cappellino (si, lei ha sempre il cappellino per proteggersi dal sole).
Lui si toglie, quasi si strappa disperato i vestiti, in 4 secondi netti è finalmente nudo, e nonostante sia accaldato, invece di gettarsi in acqua a rinfrescarsi, si tuffa sul telo a pancia in giù...
Lei comincia un'operazione che può durare anche un'ora. Si toglie il prendisole e comincia a ripiegarlo come se lo dovesse riporre nell'armadio perché la bella stagione è terminata. Poi estrae la busta dei cosmetici e comincia a spalmarsi le labbra di protezione solare, poi cerca una fascia per legare i capelli e ci lavora per dieci minuti buoni. Poi arriva il momento della crema solare, della quale si leggono almeno tre volte tutte le istruzioni. Si consulta il cellulare, poi si controlla che tutto stia sotto l'ombrellone. Ovviamente qualcosa non va, per cui si richiama il tuffatore sulla sabbia che si deve rialzare dal telo per sistemare l'ombrellone piegandolo esattamente di 13,5 gradi in direzione sudovest.
Alla fine, non essendoci più nessuna possibilità di azioni diversive, lei si slaccia il reggiseno. Lo prende, lo ripiega religiosamente, lo infila nella sua sacca da spiaggia, e per far questo deve estrarne l'intero contenuto, distribuirlo attorno a sé, per poi riporlo di nuovo nella borsa. Tutto questo lavorio richiede una bevuta d'acqua, che il compagno deve recuperare dallo zaino.
Dopo di che lei si marmorizza a fissare un punto situato pochi metri sopra la linea dell'orizzonte, e resta così, seduta rannicchiata, per un tempo imprecisato. Quando sente di essere divenuta un elemento del paesaggio, e solo allora, con mossa fulminea si toglie gli slip, e si immobilizza sul telo. Entrambi muoiono di caldo, ma prima di alzarsi da li per andare a fare il bagno passerà un'ora...

Il caso dei complici è molto carino. Scelgono il primo posto disponibile, oppure quello più defilato. Depongono le cose alla viva il parroco, e poi si fissano negli occhi. Immobili. Uno dei due comincia a togliersi un indumento, poi aspetta che l'altro faccia lo stesso. Una specie di ping pong. Ad ogni indumento spogliato, il loro sorriso si amplia. Giocano. Son belli.
Diversamente dall'altro genere, loro rapidamente si isolano mentalmente dal resto della spiaggia. Esistono solo loro, il loro gioco, il mare, il sole. Appena sono nudi, corrono in mare ad abbracciarsi, baciarsi, toccarsi.

E gli altri bagnanti? Beh, è logico: si godono il mare, il sole, il piacere della natura, e magari dell'amore.




10 commenti:

minnelisapolis ha detto...

creta. spiaggia di matala. mi giro e vedo la mia compagna di viaggio, appena più su col telo, cioé non vedo proprio lei ma una parte di lei. ecco. spiaggia da qualche parte verso agia galini. incontro semi programmato con amica del varesotto e fidanzato. li accolgo senza il pezzo di sopra. credo mi sia stato rinfacciato una decina di volte. spiaggia di paleochora. bagno come mamma m'ha fatto. con foto.
morale della favola. si fa per gradi.
morale della favola II: scostumato, tu sei un grandissimo scostumato.

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@minnie: conosco matala, agia galini, paleohora. In tutte quelle spiagge scostumatissimo fui ;)

thepellons ha detto...
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Ilmondoatestaingiù ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
LaNinin ha detto...

Carina descrizione del pudore e del senso di vergogna che ci prende diventando grandi. :)

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@ninin: si, ma non solo diventando grandi. In quella spiaggia eravamo in tanti grandi. Ma dissociare la nudità dal senso di peccato, instillatoci fin da piccoli dalla religione, è difficile ("Adamo ed Eva si accorsero di essere nudi, ed ebbero vergogna").

Ecco, l'incapacità di tornare nel paradiso terrestre, quando lo stai calpestando.

sed ha detto...

Ecco, se mai avessi avuto qualche dubbio, adesso si è dissolto! :)

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@sed: uh, i dubbi che si dissolvono... una novità esaltante! :))

sed ha detto...

ah ah.... ma si sono dissolti al contrario!!!! Se mi metteva pensiero l'idea di assere osservata nelle mie "forme", pensa esserlo nelle mie abitudini!!!!!!! :)

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@sed: più che abitudini, comportamenti :)
Ma questo succede sempre. Mentre si mangia un gelato, mentre si tirano gli accidenti a quello che non ti ha dato la precedenza, ecc...

Che qualcuno ti osservi succederà sempre, in ogni momento. Non si limita alla spiaggia. E proprio perché succede sempre, è così poco importante.... ;)