domenica 10 febbraio 2013

Guardo negli occhi questo cielo azzurro

Per lunedì le previsioni danno neve, e anche tanta. Ma oggi il cielo è di una bellezza abbagliante: terso, luminoso, azzurro. Sembra già luce di primavera. Le giornate si stanno allungando, la gatta viene a svegliarmi già prima che suoni la sveglia. Devo riabituarmi a farle le coccole senza nemmeno svegliarmi.

Questa luce mi riempie, scavando contemporaneamente quel senso di vuoto da colmare, quella chiara sensazione di crescendo degli archi, con gli ottoni che si stanno preparando a gettarsi nel vortice del tutti per far esplodere l'orchestra, e vibrare lo stomaco sotto i colpi dei timpani.

Ma questo crescendo deve avere un tema. Deve seguire un percorso, avere un racconto da urlare. Ecco, è questa l'assenza che sento in me. Un tema flebile, lontano, che mi piace ma non so se potrà veramente sopportare il peso del brano. E' un periodo complicato, un po' come se rivedessi più del solito la mia vita in replay. E non basta fare cose, vedere gente, per distrarsi. Alla fine, solo con me stesso ci sono sempre.

A volte mi capita di leggere cose, anche poche parole, e il pensiero corre, rivisita la vita e le sensazioni raccolte. E spesso le assenze, totali. Ho letto una frase bellissima qualche giorno fa, nel blog di Verdeacqua. In un inciso diceva che aveva fatto l'amore con il suo compagno, quell'amore intenso, vero, di due che sono una squadra. Così diceva, proprio perché sottolineava che in quel momento dovevano far squadra, e la squadra c'era, e si esprimeva anche nel sesso.
Pensavo che, a dispetto dei cinque lustri di matrimonio, non ricordo un singolo episodio di questo tipo. La squadra ero io, e non per mania di protagonismo. E non c'era amore bello, intenso, a fortificare. E ancora più forte è la consapevolezza che questo tipo di sensazione nel fare l'amore l'ho avuta sempre quando la squadra - se mai c'era stata - si stava sfaldando. Eppure le anime, e i genitali di entrambi, durante l'amore, parlavano. Dio, come parlavano!
Mi chiedo dove ho sbagliato, cosa ho sbagliato. Non per recriminare, ma per cercare di evitare di rifare gli stessi errori, di ricreare gli stessi deserti.

Guardo negli occhi questo cielo azzurro. Domani, forse stanotte, nevicherà. Poi verrà la primavera, il caldo, il mare. Già mi stanno arrivando gli inviti in barca (finalmente!). Spero che almeno qualcuno di questi si trasformi in realtà. Gli stivali da barca nuovi, comprati l'anno scorso e mai usati, giacciono perplessi con tutta l'attrezzatura. Tutte cose belle, dovrei esserne contento.
Però io continuo a guardare negli occhi questo cielo azzurro, incurante del fatto che ad ore nevicherà. Gli occhi di questo cielo, azzurri. Lontani.




11 commenti:

Anonimo ha detto...

guardare indietro? ti capisco molto bene ma ho capito che è tempo perso. dobbiamo solo guardare avanti ed essere più possibile noi stessi, senza paura di sbagliare o ripetere errori già fatti. e poi chi lo dice che sono stati errori? essere autentici non lo è mai, indipendentemente dal risultato finale. però lo so bene che la tentazione di girare la testa al passato è molto forte, anche perchè ci evita di dedicarci al presente. e lui, il presente, può essere troppo esigente. buona settimana!
LA LUNA NERA

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@luna nera: non credo sia tempo perso. Io credo che si impari dagli errori, e dalle delusioni, oltre che dai libri... Il guardarsi indietro non è rimpianto, non è dolersi. E' cercare di capire, per quello che si riesce a capire.

Certo, essere autentici sempre, ma bisogna farsi anche domande su di sé. Non solo su come ci si vede, ma anche su come ti vedono gli altri. Non potrò mai cambiare la mia sostanza, ma potrò cercare di renderla meno incombente.

Quindi non un girar la testa per rimpianto - anche se ne ho, ma so bene che non serve a nulla - ma per imparare. Anche a vivere il presente.

verdeacqua ha detto...

vorrei poter avere la formula ma non c'è. C'è solo la persona giusta con cui guardare negli occhi il cielo azzurro. E se sai cosa vuoi è anche più semplice trovarla... o forse no?! un abbraccio

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@verdeacqua: è vero che la formula non c'è proprio. Quell'alchimia esiste con la persona giusta, nel giusto contesto (infatti anche con la persona giusta mica sempre è così).

Quanto a trovarla... ci si trova in due, o no? :)

sed ha detto...

Penso di conoscere i perché ed i percome di tutti i miei errori e non sarò certo io a dire che non sia opportuno cercarli... ma quanto agli insegnamenti, non so... per me è un po' illusorio.

minnelisapolis ha detto...

non sono pronta nemmeno io a frasi su squadre. La squadra può esserci, ma arriva il campionato che si perde e si retrocede. Poi ci sono persone non fatte per il gioco di squadra. Ma anche qui, lascio perdere e mi godo la neve che è arrivata.

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@sed: non bisogna confondere fra insegnamenti e loro applicazione... già imparare, per poi non mettere in pratica, è qualcosa ;)
Consapevolezza, direi! :D

@minnie: spero ci sia anche il campionato dove si vince... giocando si impara, no? :)

thepellons ha detto...
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Ilmondoatestaingiù ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Ah le metafore... e quanti cieli si guardano dalla terra. Alcuni sono d'etere ed altri di roteante splendore cristallino.
Comunque t'ho risposto su gatti botti,trappole e clerical facezie.

Bibloceca.ilcannocchiale.it ovvero io:)




Ilmondoatestaingiù ha detto...

@patrì: speciale ed unica, come al solito! Quella risposta è un bijou :)