domenica 4 settembre 2011

Ritorni dolorosi dal passato

A volte lo schifo ce lo hai vicino e non te ne accorgi. A volte ha il sorriso di una persona che hai conosciuto, con la quale hai passato tanto tempo anni fa, una persona della quale avevi una grande stima, con la quale avevi percorso della strada assieme. Ha l'aspetto di ricordi che non si vorrebbero mai sporcare, perché sono quelli puri della gioventù, quelli che vorresti sempre innocenti e sorridenti.


Venerdi sera, per caso, sento passare un nome nelle notizie del telegiornale. Nella danza del malaffare legato alle vicende di Penati viene nominato un mio compagno di liceo. Non c'è bisogno di molto per convincersi che si tratta di lui: quelle tre cose che raccontano nel notiziario calzano perfettamente con il suo profilo. Non lo vedo da circa quindici anni, e già allora era un professionista arrivato, mentre io mi arrabattavo con il mio stipendio. Non senza un briciolo di orgoglio me lo fece balenare, dicendomi con onestà che la sua laurea in parte la doveva a me, che l'ho tirato nei primi esami, nei quali non riusciva a prendere la misura del metodo. Io, quello che era considerato il fuoriclasse a scuola, surclassato da lui che era il più carismatico quanto a rapporti umani (per non parlare di quelli verso l'altro sesso!). Mi raccontò che era diventato un consulente ascoltatissimo dell'Esselunga, che seguiva tutte le politiche di insediamento di nuovi supermercati. Non ero così pollo per non capire che le "politiche" fossero le sue entrature nel mondo della politica, dove era entrato per gioco quando ancora stavamo facendo la maturità.

Da allora non lo vidi più, né mi curai di cercarlo. Le nostre strade si erano divise, tranquillamente. Ogni tanto mi tornava in mente, mi veniva la voglia di fargli una telefonata per andare a bere una birra assieme, forse pensando ancora al cameratismo da liceale, forse per la voglia di leggerezza a dispetto del peso del fisico e degli anni.

Poi, la notizia. L'ingegnere - come ostina per vezzo a farsi chiamare, conscio della fatica che gli è costata quella laurea - risulta implicato in un numero di imprese di dubbia correttezza. Una piccola ricerca in internet mi ha consentito di scoprire che è socio in almeno due società svizzere, con personaggi un po' chiacchierati (l'ho scoperto io in un'ora usando google, mi domando come mai le forze dell'ordine non ci riescano in anni...). Il ricordo di questo ragazzone allegro e magnetico (ricordo ancora quando eravamo entrambi sul tetto della casa parrocchiale ad aiutare ad alzare l'antenna della radio "libera", come si chiamava allora, che stavamo mettendo in piedi) si sporca di storie, di azioni che allora mai ci saremmo consentiti di immaginare.

E io, quanta merda avrò accumulato addosso a me con il mio invecchiare? Quanti errori ho compiuto? Per cosa?


14 commenti:

Anonimo ha detto...

E si che fa male ripercorrere un ricordo bello di gioventù e nel tempo trovarselo sporco. Il cammino di ognuno è nella sua partenza un misto di cose belle e importanti vedi Frank Drummer ..."e il villaggio mi prese per scemo eppure all'inizio c'era una visione chiara,un proposito alto e pressante nella mia anima,che mi spinse a cercare d'imparare a memoria l'Enciclopedia Britannica (spoon river),poi un'errore, una prima scelta sbagliata,una catena di avvenimenti coincidenti e negativi e...voilà finiti dentro a "una cella in un luogo oscuro".Pietà.Si paga,si espia e poi si sceglie di cambiare perchè quel cammino intrapreso non era quello veramente desiderato o voluto.Volontà.Forza interiore.La vergogna di una Coscienza che si è svegliata a un nuovo e con fermezza reagisce e agisce.Una Via vista con gli occhi della misericordia che amando e amandosi prova a capirsi perdonandosi molto perchè l'impasto umano è fatto di una materia strana dove un pò tutto ci sta.Ciao Marzio.Una serata con un calice di Mendoza,Bach oppure Ulrich e,perchè no un'immaginata coperta di luna.Bianca 2007

Ilmondoatestaingiù ha detto...

Stasera era Mozart con il concerto per clarinetto. Quando ce vo', ce vo'... :)

Anonimo ha detto...

Marzio,"eri" arrabbiato con me ieri sera? Non che io non ami anche Mozart,tuttaltro ma quel quando ce vò, ce vò...pur stranamente me lo ha fatto pensare.
Comunque se "era" il k.622 in A Major mica male davvero.Ciao,Bianca 2007

Ilmondoatestaingiù ha detto...

Perché mai avrei dovuto essere arrabbiato con te, Mirka? Il quando ce vo' è riferito al fatto che per me Mozart ha un effetto rilassante, e ier sera ne avevo bisogno (anche perché approfittando del diluvio ho proseguito nella bonifica ambientale del post trasloco ;) )-

Era il K622 in la, certo. Ho un ricordo buffissimo al riguardo: un mio compagno di liceo (un altro!) grosso come una montagna (tanto per darti un'idea era campione regionale junores di lancio del peso) che mette sul piatto del giradischi l'adagio, imbraccia il clarinetto e si mette a suonare. Così assurdo quello strumento che nelle sue mani diventava piccolo e fragile, ma incredibilmente soave nel suono.

Buona giornata, Mirka

luciebasta ha detto...

ti ho letto da kalì e sono passata a trovarti: credo che ritornerò
:-)

Ilmondoatestaingiù ha detto...

Qui è sempre aperto, Lucia :)

mammapellona ha detto...
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Anonimo ha detto...

SCusa ma non mi riesce di comunicare.Proverò più tardi.Un saluto,Bianca 2007

Ilmondoatestaingiù ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
LadeaKalì ha detto...

Credo che le "deviazioni", come le chiami, da quello che eravamo allora, siano inevitabili e necessarie. Il sapersi guardare dentro, prima, per poi guardare gli altri (senza giudizio, per carità) aiuta ad acquisire consapevolezza di quello che si è diventati. Per poi imparare ad apprezzare anche il cavaliere azzurro vecchio e zozzone...

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@Kali: non temere che apprezzo molto il cavaliere, ma questo non mi esime dal guardarlo con la severità che si richiede verso una persona che ami, e a valutarne la distanza sia dalla figura ieratica che da quella laida...

Le deviazioni, come dici, sono inevitabili, e forse necessarie perché fanno aderire di più alla realtà. Ma non tutte le deviazioni: non quelle che ti alterano la scala dei valori.

Me la tieni la briglia del cavallo, per favore, intanto che scendo? :D

Ilmondoatestaingiù ha detto...

A scanso di equivoci: il cavaliere che apprezzo non è il Cavaliere, eh?!

:D

LadeaKalì ha detto...

Sì, lasciami pure le briglie che vado a farmi una cavalcata da sola, non ti aspetto mica, eh..;-))
Comunque bravo, sono d'accordo con te, va bene l'indulgenza verso le piccole cadute, ma la scala dei valori va conservata intatta.
p.s. i cavalieri azzurri vecchi e zozzoni vanno bene, un po' meno i Cavalieri megalomani psicopatici...

Ilmondoatestaingiù ha detto...

@kalì: ma certo: fa parte delle libertà personali farsi una cavalcata solitaria... ma, come si sa, in due c'è molto più gusto! ;))

Tu is megl che uan...